Quando esisteva il maschio Alfa
Negli ultimi 40 anni le dinamiche di coppia hanno subito importanti trasformazioni. Mentre fino agli anni 70 l’uomo era considerato in modo indiscusso “il capofamiglia” e la donna era vincolata culturalmente ed economicamente al rapporto di coppia, ora con l’emancipazione e affermazione femminile anche in ambito lavorativo, l’uomo ha perso molte delle caratteristiche che lo avevano connotato per secoli. I dati emersi dal XIV Congresso della Società Europea di Medicina Sessuale, tenutosi a Milano dall’1 al 4 dicembre 2011, evidenziano come il maschio stia attraversando una fase storica di profondo disagio. Sente di dover essere un marito perfetto, un amante instancabile, un padre attento e affettuoso. Una ricerca condotta su oltre 4000 persone di 4 paesi differenti ( Italia, Germania, Canada, Brasile) ha evidenziato che circa il 40% degli uomini si sente inadeguato e teme di non essere all’altezza delle aspettative della propria compagna. Solo il 12% dei maschi dichiara di avere una vita soddisfacente anche nell’intimità. Se poi aggiungiamo a questi dati quelli legati alla sessualità su Internet, che evidenziano un dimezzamento del desiderio e della soddisfazione sessuale per gli utenti del cybersesso ( 7,8 milioni di utenti) le prospettive della coppia non sono certo rosee. Non va meglio per il sesso femminile. La scrittrice Nicola Caincross, nel suo libro “The money gym: the ultimate wealth workout” evidenzia come le donne maggiormente affermate nel mondo del lavoro facciano più fatica a trovare un compagno. Pare che gli uomini abbiano paura delle donne di successo e preferiscano vivere con una donna che non sia in competizione con loro ma semplice e disposta ad ascoltarli. L’autrice organizza seminari per insegnare come vivere cercando di conciliare amore e carriera e suggerisce di lasciare fuori di casa i tratti competitivi e trasformarsi in femmina sensuale dentro le mura domestiche. L’alternativa pare essere la solitudine. Per alcuni questi dati possono sembrare allarmanti, per altri soddisfacenti e meritato frutto di lunghe battaglie. Di certo quello che stiamo vivendo in questi decenni, anche grazie o a causa delle nuove tecnologie, è una trasformazione radicale e velocissima del nostro modo di stare insieme. Dove tutto ciò ci condurrà non è prevedibile. Per alcuni ci porterà ad una vita più consapevole, gratificante e vissuta appieno in territori finora inesplorati ( come per esempio la sessualità virtuale, il restare sempre in contatto, lo stare insieme solo se le cose vanno perfettamente), per altri le prospettive sono catastrofiche. La perdita di regole sociali, la difficoltà a entrare in relazione vera con gli altri, la difficoltà ad affrontare i problemi ci porterebbero secondo questa visione verso un mondo di soggetti apparentemente “in rete” ma profondamente soli e incapaci di stare davvero in una storia in grado di generare figli e portare avanti la specie. Ognuno di noi si collocherà più o meno verso una di queste prospettive ma la cosa importante è riflettere sempre su cosa sta accadendo fuori e dentro di noi. |



